top of page

Domenica della Pentecoste

  • Immagine del redattore: clciit54
    clciit54
  • 27 mag
  • Tempo di lettura: 5 min

Talvolta nella vita si ha una sola chance per fare alcune cose. Una sola chance per parlare con qualcuno, o di qualcosa. Una sola chance per fare un esame, ad esempio. E la maggior parte dei predicatori ha una sola chance per parlare dello Spirito Santo, ed è a Pentecoste. L’unico giorno dell’anno (purtroppo) in cui ci ricordiamo della terza Persona della Trinità. E ciò significa, naturalmente, che spesso i predicatori non possono dire tutto ciò che c’è da dire dello Spirito, e oggi, temo, non sarà un’eccezione. Tuttavia non dobbiamo ignorare il dono dello Spirito Santo che Dio fa alla sua Chiesa, un dono che Lutero riassume nelle belle parole della sua spiegazione del terzo articolo del Simbolo Apostolico. Permettetemi di recitarvi prima l’articolo di fede, e poi la spiegazione di Lutero:

“Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne e la vita eterna.”

Lutero lo spiega così:

“Io credo che, con la mia stessa ragione o forza, non posso credere in Gesù Cristo, mio Signore, o venire a Lui. Invece è lo Spirito Santo che mi ha chiamato tramite il Vangelo, mi ha illuminato con i suoi doni, mi ha santificato, e mi ha custodito nella vera fede. Allo stesso modo, Egli chiama, raduna, illumina e santifica l’intera Chiesa cristiana in terra, e la custodisce con Gesù Cristo nella vera fede. In questa Chiesa cristiana Egli perdona ogni giorno tutti i peccati miei e di tutti i credenti. Nell’ultimo giorno, Egli resusciterà me e tutti i morti, e darà la vita eterna a me e a tutti i credenti in Cristo”.

Fratelli e sorelle, Dio ci fa dono dello Spirito Santo, e lo Spirito ci fa dono della Chiesa, al di fuori della quale non c’è salvezza. Mi avete sentito bene: “Al di fuori della Chiesa, non c’è salvezza” – non la chiesa luterana, la chiesa riformata, la chiesa ortodossa, la chiesa del papa, ma la Chiesa cattolica, universale, cristiana, i santi raccolti intorno alla Parola e i Sacramenti. Al di fuori di quella comunione di santi, non c’è Dio, non c’è Cristo, non c’è salvezza. Diamoci un momento per digerire questo fatto. Non c’è salvezza nella meditazione. Non c’è Cristo nelle belle camminate nel bosco (a meno che non siate già cristiani). Non c’è vita nei pozzi miracolosi, che sia l’acqua zamzam della Mecca o la Madonna del Pozzo qui su Via del Corso.

L’unica vita è nello Spirito Santo, che è presente nella Parola e nei Sacramenti. Quando venite qui, fratelli e sorelle, non state solo entrando in un bell’edificio di fine Ottocento. Quando venite qui, state varcando la soglia dell’arca di Noè, l’accampamento del popolo eletto, i cancelli della città di rifugio. Come Jahvé abitava con Israele nel deserto, così lo Spirito Santo è oggi con la sua Chiesa.

E noi confessiamo che questa Chiesa cattolica è santa, come anche lo Spirito è santo. E questa santità, commenta Lutero, viene anzitutto dal perdono dei peccati. In questa beata comunione di santi, lo Spirito ci perdona tramite la bocca del fratello: nei Sacramenti, nelle prediche, ma anche quando il nostro fratello o la nostra sorella ci incoraggia con le promesse del Vangelo. Lì lo Spirito di Gesù si rivolge a noi, tramite le labbra e la lingua del fratello! Lo Spirito Santo è così buono che non aspetta di essere “acciuffato”, ma ci parla con una voce udibile, tangibile: qui, nella sua Chiesa cattolica.

Lo Spirito Santo ci santifica anche con il rinnovamento quotidiano nelle buone opere. Quando ero un cristiano un po’ più giovane, parlare di buone opere a volte mi faceva sbuffare: “Uff! Buone opere? Perché non parlare della grazia e del perdono?” Ma qui capiamo perché l’articolo sullo Spirito Santo è così bello. Non vuoi sbarazzarti dei tuoi peccati? Ovvio, il vecchio uomo in te non lo vuole. Ma se sei come me, a volte (o spesso) ti guardi allo specchio e ti amareggi del fatto che sei ancora lo stesso lagnone ingrato, lo stesso pettegolo, lo stesso stolto incredulo che pensa davvero che Dio ha bisogno di un po’ del tuo aiuto. Ti capita mai di gridare come Paolo: “MISERO UOMO CHE SONO! CHI MI LIBERERÀ DA QUESTO CORPO DI MORTE?” (Rom. 7:24). Ma grazie siano a Dio per lo Spirito Santo! Perché, attraverso la stessa Parola e gli stessi Sacramenti, prima ti perdona, e poi ti rinnova. Giorno dopo giorno, ora dopo ora: è un processo che dura tutta la vita, ma che è guidato dallo Spirito.

Sotto questa luce, la santificazione nelle buone opere sembra una cosa splendida! Io voglio sentirmi dire che, ogni volta che vengo a questo altare, avveleno un pochino di più il vecchio Adamo. Che, ogni volta che sono assolto, il piccolo fariseo in me muore un pochino di più. Ogni volta che gridiamo a Dio: “SIGNORE, IO CREDO! VIENI IN AIUTO ALLA MIA INCREDULITÀ!”, Egli ci risponde: “Non temere. Ecco: Io ti do lo Spirito Santo, e Lui perdonerà tutti i tuoi peccati e ti nutrirà ogni giorno in fede e amore”

Il terzo articolo ci insegna anche la resurrezione dei morti - e quello è davvero lo scopo finale. Adesso veniamo trasformati in vista della glorificazione dell’ultimo giorno. La Chiesa, fratelli e sorelle, è dove avviene la resurrezione prima della resurrezione: lo Spirito Santo ci sta preparando ad essere creature glorificate ed eterne. Lo scrittore inglese CS Lewis descrive il nostro futuro come “una creatura che, se la vedessimo adesso, saremmo fortemente tentati ad adorarla” (“a creature which, if you saw it now, you would be strongly tempted to worship”).

Fratelli e sorelle, siano grazie a Dio per lo Spirito Santo! So che negli Stati Uniti è usanza talvolta usare il sermone di Pentecoste per censurare i pentecostali. Questa non è la mia filosofia: io e Joshua abbiamo visto troppo per credere che lo Spirito Santo non operi ancora miracoli. (E, personalmente, la mia formazione mi rende particolarmente odioso ai teologi sistematici e dogmatici, perché sono un biblista.) Ma dobbiamo tenere a mente che i miracoli, le lingue, le profezie, sono cosa piccola rispetto all’opera che lo Spirito compie quando perdona i nostri peccati, dà forza alla nostra fede e al nostro amore, e ci prepara per la resurrezione finale. E tutto questo lo fa nella sua Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica. E perciò desidero concludere con l’esortazione della Lettera agli Ebrei:

“VI SIETE ACCOSTATI AL MONTE SION, ALLA CITTÀ DEL DIO VIVENTE, ALLA GERUSALEMME CELESTE, ALLE MIRIADI DI ANGELI, ALLA FOLLA IN FESTA E CHIESA DEI PRIMOGENITI ISCRITTI NEI CIELI, A DIO, GIUDICE DI TUTTI, AGLI SPIRITI DEI GIUSTI RESI PERFETTI, E A GESÙ, MEDIATORE DI UNA NUOVA ALLEANZA, E ALL’ASPERSIONE DI UN SANGUE CHE DICE COSE BEN MIGLIORI DI ABELE” (12:22-24).

 
 

Post recenti

Mostra tutti
Chiedere con fede

Una delle cose che rendono famosi noi luterani è l’enfasi che noi mettiamo su quanto sia difficile metter fede nel Vangelo con tutto il cuore, anche da cristiani. La nostra natura incredula recalcitra

 
 
Domenica della Ascensione

Quaranta giorni dopo la risurrezione, i discepoli si trovano sul Monte degli Ulivi e assistono all'ascesa di Gesù al cielo. Mentre li benedice, viene portato via dalla loro vista. Eppure il giorno del

 
 
Costruito sulla pietra viva

«Non sia turbato il vostro cuore». Così inizia il nostro Signore nel Vangelo. E se siamo onesti, questa frase rivela già qualcosa in noi. Perché i nostri cuori sono turbati. Siamo turbati quando la Ch

 
 
bottom of page